Prendersi cura della propria salute quotidianamente non richiede di stravolgere le proprie abitudini da un giorno all’altro. Le raccomandazioni sanitarie italiane evolvono ogni anno, e alcune novità del 2026 meritano di essere approfondite perché cambiano concretamente la situazione per le famiglie, gli adulti a rischio e le donne in gravidanza.
Calendario vaccinale 2026: tre cambiamenti che riguardano direttamente il tuo entourage
Hai già notato che le obbligazioni vaccinali si stanno ampliando regolarmente da alcuni anni? Il calendario vaccinale 2026, pubblicato dal ministero della Salute, conferma questa tendenza con modifiche significative.
La più evidente riguarda il recupero vaccinale contro gli HPV esteso fino a 26 anni. In precedenza limitato a un’età più precoce, questo recupero offre una finestra aggiuntiva ai giovani adulti che non sono stati vaccinati durante l’adolescenza. L’obiettivo è ridurre l’incidenza dei tumori legati ai papillomavirus, in particolare il cancro della cervice uterina.
Un altro punto: la vaccinazione dei neonati contro i meningococchi B e ACWY è obbligatoria dal 1° gennaio 2025. Questa misura risponde all’aumento delle infezioni invasive da meningococco osservato dal 2022. In concreto, senza questi vaccini, l’iscrizione in asilo nido o in comunità può essere rifiutata.
Infine, nuove raccomandazioni mirano alla vaccinazione contro il pneumococco nelle persone anziane e negli adulti con fattori di rischio. Se un tuo caro è interessato, vale la pena controllare il suo libretto vaccinale durante la prossima visita.
Per trovare tutte le informazioni sulla salute su Santé et Forme, queste evoluzioni sono regolarmente dettagliate con riferimenti pratici adattati a ciascun profilo.

Antibiotici in odontoiatria: perché la Haute Autorité de santé frena le prescrizioni
Un appuntamento dal dentista si conclude spesso con una ricetta di antibiotici, talvolta per precauzione piuttosto che per reale necessità. La Haute Autorité de santé (HAS) ha pubblicato a settembre 2026 raccomandazioni per ridurre le prescrizioni inutili di antibiotici in odontoiatria.
Il problema di fondo ha un nome: l’antibiotico-resistenza. Quando i batteri sono esposti troppo spesso agli antibiotici, sviluppano meccanismi di difesa. I trattamenti perdono quindi efficacia, anche per infezioni gravi che non hanno nulla a che fare con la dentizione.
Cosa cambia nella consultazione
La HAS ora regola in modo più rigoroso le indicazioni per l’antibioprofilassi (prescrivere un antibiotico prima di un intervento per prevenire un’infezione) e per l’antibioticoterapia (trattare un’infezione già dichiarata). L’idea non è di eliminare gli antibiotici in odontoiatria, ma di riservarli alle situazioni in cui apportano un beneficio comprovato.
- Prima di un’estrazione dentale in un paziente senza fattori di rischio particolari, l’antibioprofilassi non è più sistematica.
- Le infezioni localizzate come un ascesso semplice possono essere trattate inizialmente con drenaggio, senza ricorrere immediatamente agli antibiotici.
- I pazienti portatori di protesi cardiache o immunodepressi rimangono soggetti a protocolli di prevenzione specifici.
Durante il tuo prossimo trattamento dentale, chiedere al professionista se l’antibiotico è realmente necessario non è affatto offensivo. È anzi incoraggiato dalle autorità sanitarie.
Screening del citomegalovirus durante la gravidanza: un monitoraggio rafforzato
Il citomegalovirus (CMV) è un virus comune che passa inosservato negli adulti in buona salute. I suoi sintomi somigliano a quelli di un comune raffreddore. Il problema si presenta quando una donna incinta contrae il virus per la prima volta: il CMV può provocare conseguenze neurologiche nel feto, in particolare sordità o ritardo nello sviluppo.
La HAS ha rafforzato le sue raccomandazioni relative allo screening e alla gestione del CMV durante la gravidanza, con aggiornamenti pubblicati a settembre 2026. Questo screening non era sistematico in precedenza in Italia, a differenza di altri paesi europei.
Un gesto di prevenzione semplice e poco conosciuto
Il CMV si trasmette principalmente attraverso la saliva e le urine dei bambini piccoli. Una donna incinta in contatto regolare con bambini piccoli (fratelli, asilo nido, professione nell’infanzia) presenta un rischio più elevato.
- Lavarsi le mani dopo ogni cambio o contatto con le secrezioni di un bambino riduce notevolmente la trasmissione.
- Evita di condividere posate, bicchieri o spazzolini da denti con un bambino piccolo è parte delle misure raccomandate.
- Lo screening sierologico all’inizio della gravidanza permette di determinare se la futura madre è già stata esposta al virus, e quindi se è protetta.
Questo argomento rimane poco affrontato durante le prime consultazioni prenatali. Porre la domanda al proprio medico o ostetrica permette di chiarire il proprio stato sierologico e di adattare le precauzioni.

Campagna di vaccinazione contro l’influenza e il Covid autunno 2026: chi è interessato
La campagna di vaccinazione congiunta contro l’influenza stagionale e il Covid-19 è stata rilanciata per l’autunno 2026-2027. Essa mira in particolare alle persone di oltre 65 anni, alle donne in gravidanza, alle persone immunodepresse e a quelle affette da malattie croniche (diabete, insufficienza cardiaca, patologie respiratorie).
Entrambi i vaccini possono essere somministrati lo stesso giorno, uno in ciascun braccio. Questo punto pratico evita di moltiplicare gli appuntamenti e migliora la copertura vaccinale complessiva. I professionisti della salute (medici, farmacisti, infermieri, ostetriche) sono autorizzati a effettuare queste iniezioni.
Per le persone che esitano, un riferimento utile: l’influenza stagionale provoca ogni anno ospedalizzazioni evitabili, in particolare tra gli adulti fragili. La doppia vaccinazione riduce questo rischio senza raddoppiare gli effetti collaterali.
Le abitudini di prevenzione più efficaci spesso si basano su gesti semplici, ripetuti al momento giusto. Controllare il proprio calendario vaccinale, chiedere al dentista l’importanza di una ricetta, lavarsi le mani dopo un cambio: nessuna di queste azioni richiede uno sforzo considerevole, ma ognuna modifica il percorso di un rischio sanitario concreto.



